TRADIZIONI NATALIZIE IN ROMAGNA: EL ZÒC ED NADÉL

Eventi
Scritto il 11 Dicembre 2018

La Romagna è terra ricca di storia e tradizioni e con l’avvicinarsi delle feste Natalizie ce n’è una in particolare di cui non tutti conoscono le origini: El Zòc ed Nadél,  che in dialetto romagnolo sarebbe “il ciocco di Natale”.

​Per scoprirla dobbiamo andare molto indietro nel tempo, quando nel 274 D.C. l’imperatore Aureliano decise che il 25 dicembre si sarebbe festeggiato il Sole, quindi il fuoco. Da qui ebbe inizio la tradizione del ceppo di Natale: un pezzo di legno che bruciava per 12 giorni in tutte le case. Il modo in cui ardeva, presagiva l’andamento dell’anno successivo

La tradizione vuole che in Romagna, prima di recarsi alla Messa di Mezzanotte, davanti al camino dove bruciava “el zòc ed Nadèl”, venissero posizionate tre sedie vuote e sul tavolo ancora apparecchiato si lasciassero i resti del cenone: durante l’assenza degli abitanti infatti, in casa sarebbe arrivata la Sacra Famiglia e così si sarebbe ristorata e riscaldata.

A Cervia il ceppo prima di esser messo sul fuoco veniva spruzzato di acqua benedetta per togliergli ogni residuo di paganesimo e lo si lasciava bruciare per tutta la notte della Vigilia. La mattina seguente il capofamiglia raccoglieva la cenere e la spargeva intorno alle piante per renderle fertili.

Oggi, a Modigliana (in provincia di Forlì-Cesena), ogni anno si svolge una manifestazione che riprende l'usanza del “ciocco” di Natale: La sera del 24 Dicembre un grande ceppo viene acceso nella piazza principale del paese, dove ogni sera ci si ritrova per festeggiare e mangiare in compagnia, e arde fino all​'Epifania.

NON C'è COSA PIù BELLA DI MANTENERE VIVE LE TRADIZIONI...


​BUONE FESTE​!​ 🙂

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